con il contributo della

                                     

 

 

MODELLI  ALIMENTARI

ED  EFFETTO  SERRA

 

Come le scelte alimentari individuali e collettive influenzano anche, indirettamente, ma pesantemente, l’emissione dei gas che provocano l’effetto serra

 

 

 

 

 

 

 

EFFETTO SERRA

 

 

Cause

 

Negli ultimi decenni sono enormemente aumentati i consumi di combustibili fossili, e specialmente quelli del petrolio.

Quasi tutte le attività dell’uomo, dall’agricoltura, al riscaldamento delle abitazioni,  all’illuminazione, ai mezzi di trasporto, alle industrie, ecc, si svolgono con un grande uso di questo combustibile.

Bruciando il petrolio e gli altri combustibili fossili si generano fumi che contengono molta anidride carbonica (CO2).

La sempre maggiore quantità di anidride carbonica, prodotta dai crescenti consumi, determina un cambiamento progressivo delle proprietà dell’atmosfera del nostro pianeta.

In particolare diminuisce la capacità di irradiare il calore verso lo spazio, e pertanto la temperatura sulla terra va progressivamente aumentando.

 

 

 

 

Conseguenze

 

Se non riusciremo a diminuire le emissioni di CO2 attraverso un minor utilizzo del petrolio e degli altri combustibili fossili,

·          la temperatura della terra salirà sempre di più,

·          il clima diverrà instabile,

·          i ghiacciai si scioglieranno,

·          il livello dei mari aumenterà sensibilmente,

·          molte terre fertili diverranno desertiche,

·          spariranno molte specie vegetali ed animali.

 

 

 

 

 

LE EMISSIONI

CHE ALTERANO IL CLIMA

 

La combustione di carbone, di petrolio e di gas genera anidride carbonica (CO2) che va a modificare le proprietà dell’atmosfera e fa impazzire il clima della Terra.

Altre attività, come l’allevamento dei bovini, la coltivazione del riso in acqua, la distribuzione del gas metano, ecc, determinano l’emissione del gas metano (CH4) che ha un effetto analogo, ma più intenso.

Altri gas hanno conseguenze analoghe, con diversi livelli di intensità.

Quando si parla di emissioni che alterano il clima si esprimono tutti questi gas come “CO2 equivalenti”, tenendo conto del diverso effetto dei vari gas sul clima.

Ciascuno di noi, con il suo stile di vita ed i suoi consumi, determina, direttamente o indirettamente, l’emissione dei vari gas climalteranti.

Nella seguente tabella sono riportate le emissioni medie giornaliere di un cittadino del Piemonte, suddivise per alcune tipologie di attività.

 

Attività

Emissioni 

pro capite
(kg/giorno di CO2eq.)

Riscaldamento dell’abitazione

3,6

Elettrodomestici e illuminazione dell’abitazione

0,5

Uso dell’auto e dei mezzi di trasporto

4,7

Alimentazione (compresa agricoltura, allevamento, trasporti, agroindustria, trasformazione, distribuzione)

6,0

Attività collettive ed attività industriali e commerciali che rendono disponibili gli altri vari servizi e prodotti che ciascuno consuma

16,9

Totale per abitante

31,7

 

Le emissioni climalteranti generate in media da ciascuno di noi in un giorno

 

 

 

ANCHE IL NOSTRO CIBO

PRODUCE EMISSIONI

 

Perchè anche un prodotto agricolo produce emissioni

Un vegetale che cresce spontaneamente assorbe nella sua vita una quantità di anidride carbonica (CO2) esattamente uguale alla somma di quella che emette quando viene mangiato (attraverso la respirazione di chi lo mangia) e dei rifiuti che vengono prodotti.

Se ci cibiamo quindi di un vegetale cresciuto spontaneamente non determiniamo nessuna emissione.

Normalmente però i vegetali:

·           vengono coltivati con l’uso di mezzi meccanici che bruciano gasolio;

·           vengono concimati e diserbati con prodotti ottenuti da industrie chimiche che consumano energia ottenuta dai combustibili fossili;

·           vengono talvolta coltivati in serre illuminate e riscaldate artificialmente;

·           vengono trasportati anche a lunghe distanze;

·           vengono essiccati o conservati;

·           vengono trasformati in prodotti secondari, utilizzando ulteriore energia;

·           vengono utilizzati per l’allevamento, con un’efficienza che si riduce mediamente ad un solo quarto.

Tutti questi passaggi determinano quella quantità di emissioni che possiamo quindi considerare associata a ciascuno di essi.

 

Quali alimenti determinano maggiori emissioni

Al primo posto troveremo i prodotti di origine animale, specie se ottenuti da animali nutriti da vegetali coltivati industrialmente o importati, con in testa la carne bovina. Anche i pesci hanno generalmente valori medio-alti.

Molto elevate sono anche le emissioni dei vegetali “non di stagione” coltivati in serra o trasportati via aereo

Seguono cereali e legumi e ortaggi coltivati industrialmente, con in testa il riso.

Molto basse sono le emissioni di cereali, legumi e ortaggi provenienti da coltivazioni biologiche a livello locale.

 

 

 

Alimento

Emissioni di CO2 eq.

Spaghetti al pomodoro, parzialmente di produzione locale, derivanti da agricoltura industriale

 

 

grammi

500

Grande insalata mista, con verdure di origine parzialmente locale e derivanti da agricoltura industriale, ma non coltivate in serra riscaldata.

 

 

grammi

300

Bistecca di carne di manzo parzialmente di origine locale, allevato industrial mente con mangimi vegetali ottenuti da agricoltura industriale non locale.

 

 

grammi

2.000

Piatto di fagioli o piselli di origine parzialmente locale ottenuti da agricoltura industriale.

 

 

grammi

500

Fetta di  formaggio prodotto a livello parzialmente locale ottenuta dal latte di  bovini allevati industrialmente con mangimi vegetali ricavati da agricoltura industriale non locale.

 

grammi

700

Frutta di stagione, di origine parzialmente locale e derivante da agricoltura industriale (escluse primizie coltivate in serra riscaldata e prodotti importati via aereo).

 

 

grammi

300

 

Tabella comparativa delle emissioni associate al consumo di una porzione di vari alimenti con caratteristiche e provenienze comunemente riscontrabili in Piemonte

 

 

 

Il segreto per mangiare

alimenti più gustosi e più salubri

e diminuire le emissioni

 

 

PIU’ CIBI LOCALI E DI STAGIONE

 

Sono più freschi, gustosi, più ricchi di vitamine, hanno subìto meno conservazione e trasporto, non sono prodotti in serra.

 

 

PIU’ CIBI DA AGRICOLTURA BIOLOGICA

 

Non hanno richiesto l’utilizzo di fertilizzanti chimici, di pesticidi e di fitofarmaci, che, oltre ad avere un elevato costo energetico, rimangono in piccola parte negli alimenti finali.

 

 

PIU’ CIBI VEGETALI

 

L’energia ed il nutrimento contenuti nei vegetali (ortaggi, legumi, frutta, cereali, ecc) è derivata direttamente dal sole, e consumarli direttamente rappresenta la via più diretta ed efficiente per nutrirci.

 

 

 

 

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